“MAREggiAMO: Il Mare si Fa Parola e si fa Verso”
CATEGORIA ADULTI
1° Classificato: Stefano Peressini – con la poesia “In questo invisibile e rapido”
2° Classificato: Egizia Venturi – con la poesia “Lampare”
3° Classificato: Velia Aiello – con la poesia “Oltre la strada, il mare”
CATEGORIA RAGAZZI
1° Classificato: Samuele Gori – con la poesia “Venere”1° Classificato Adulti: Stefano Peressini – con la poesia “In questo invisibile e rapido”
di questa mia casa
sferzata dal maestrale,
entra affrettata e obliqua
la luce più vera del giorno.
del vento intriso di sale,
lucida d’ombre bagnate
la strada che quieta s’insinua
tra i muri del borgo.
le stonate canzoni
dei mercanti di piazza,
affilate litanie d’irrisolte sciarade
e sbiadite cronache di viaggio.
ogni volta a schiantarsi più forte,
si mischiano grida a grovigli di memorie
nell’affranto brusio degli spettri nascosti
che non hanno riposo.
turbinare d’ore, nella disarmonia
d’un’età che s’affretta, inzuppo lo sguardo
nei colori del quadro che il mondo rovescia
sul mio piccolo spazio.
è lampo sfrontato di bianco
sull’elettrico blu del mare
al tramonto, reliquia di luce
nella sera d’acciaio che avanza.
2° Classificato Adulti: Egizia Venturi – con la poesia “Lampare”
Sul muretto della spiaggia
nel diverbio che si accende
ricompaiono vive
storie di pesca e di avventura.
Tornano lente le barche
e nel plesso dormiente
sciaborda l’acqua
cantilenando
nenie d’amore e di fatica.
Vorrei che tu, tornato col vento,
regalassi ancora conchiglie
con l’eco del mare.
Ma il Libeccio s’ appressa,
lanciando marosi.
Difficile averti accanto.
Difficile dimenticarti.
Sui tetti, indifferente,
cala la notte,
ma tarda l’ora del sonno.
Solo lampare in lontananza,
per compagnia.
3° Classificato Adulti: Velia Aiello – con la poesia “Oltre la strada, il mare”
dove il cielo si fa specchio dell’anima,
oltre la via tracciata dagli uomini,
al di là del fragore che consuma i giorni.
le geometrie distorte dell’esistere
e il vento ostile
che frena il passo del cuore.
cullata da un canto invisibile,
ascoltando l’enigma della tua voce antica,
mentre lo sguardo si apre all’infinito
e il silenzio mi veste
non di solitudine,
ma di rivellazione.
perché solo tu,
mare dell’anima,
puoi narrarmi l’alfabeto della luce,
la preghiera del vento,
la collera sacra della tempesta.
ma colma della tua presenza,
siedo sulla soglia dell’eterno,
dove le onde portano a riva
frammenti di memoria,
conchiglie di rimpianto
che sfiorano la pelle dell’anima
prima di dissolversi nel profondo.
come pellegrina dell’acqua
in cerca di un porto di quiete,
resto rapita dalla tua bellezza insondabile,
oltre il rumore del mondo,
accarezzata dal tempo che tace,
in un abbraccio di pace senza nome.
1° Classificato Ragazzi: Samuele Gori – con la poesia “Venere”
Forse per le ondulate gemme che fioriscono sul tuo velo,
Creatura così affabile, vinci i miei occhi
miranti incanti nitidi nel vagheggiante cielo
e come un sentiero,
ti inseguo con un cuore già inebriato.
Si accinge così ai tuoi mansueti fianchi
il margine dell’imbrunire sconfinato
dove giovani idilli nascono al cospetto di colli bianchi,
allorché luce nasconda il volto brioso nella tersa sera.
Al passo fulgido del buio,
par quasi che Venere
dai sussurri concepiti da favelle tenere,
col guardo conduca al termine il malinconico struggimento
di un animo guardingo nella sua umile premura.
Spirito di acque non esitanti a maravigliare chi si attarda,
come mi provochi ad assistere a partenze di sogni
e a ritorni di speranze ritrovate!
Così, ormai solo, ti attendo lieto
come lo sposo che
rapito da floride emozioni,
ammira la donna amata nello scendere nobile
la rigogliosa balconata
e godendo delle tue carezze
un riflesso ridente dalla tua veste
mi arricchisce di un interminato amore.